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lo sono anche i vangeli

vol. Similmente agli altri due vangeli sinottici e a differenza del Vangelo secondo Giovanni, in Matteo Gesù parla più del Regno dei Cieli che di sé stesso, e insegna principalmente attraverso brevi parabole o detti piuttosto che con lunghi discorsi. Il Vangelo di Matteo può essere suddiviso in sette parti: l’inizio, che racconta la nascita di Gesù e la sua infanzia; cinque parti intermedie, che mostrano la sua predicazione e la sua missione tra gli uomini, oltre a cinque discorsi sul Regno dei Cieli; l’ultima parte, che parla della risurrezione di Gesù. [81] Archibald Thomas Robertson, in linea con gli studi iniziati da Deissmann e Moluton, respinse l'ipotesi dei semitismi nel greco neotestamentario e li inquadrò in quel tipo di greco più vicino al parlato del tempo[82]. La maggioranza degli studiosi concorda sull'esistenza di raccolte di detti o avvenimenti la cui stesura precede quella dei Vangeli canonici; lo stesso Vangelo di Luca, nella sua introduzione, cita la precedente esistenza di diversi resoconti dei fatti ("Poiché molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi")[2] Il termine impiegato da Luca "διήγησις" (diēgēsis) è impiegato nel greco classico per indicare la narrativa storica[Nota 1] Nel Nuovo Testamento tuttavia il termine "vangelo" non è normalmente impiegato per indicare i quattro testi canonici, anche se nei secoli una frase della seconda lettera ai Corinzi "Con lui abbiamo inviato pure il fratello che ha lode in tutte le Chiese a motivo del vangelo" (8:18) è stata a volte interpretata come un riferimento all'evangelista Luca e all'opera tradizionalmente attribuitagli.[3]. Serm. Nessun manoscritto originale è mai pervenuto, e la comunità scientifica tende a ricondurli o verso un unico vangelo (anche sulla scia delle citazioni patristiche[127]), detto appunto vangelo degli Ebrei[128], o[126][128] identifica nel vangelo degli Ebrei anche il cosiddetto vangelo dei Nazarei[129], e nel vangelo degli Ebioniti il cosiddetto vangelo dei Dodici, oppure si riferisce esplicitamente a tre entità distinte (appunto il vangelo degli Ebrei, il vangelo dei Nazarei e il vangelo degli Ebioniti). I più antichi sono i seguenti: Vi sono inoltre centinaia di codici su pergamena, i più antichi dei quali, il Codice Vaticano e il Codice Sinaitico, risalgono all'inizio del IV secolo. La letteratura apocrifa costituisce un fenomeno religioso e letterario importante del periodo patristico. La trasformazione in forma scritta della tradizione orale potrebbe aver avuto, tra le altre motivazioni, anche quella di creare una versione condivisa che potesse essere diffusa in comunità differenti, senza le modifiche che la trasmissione orale rischiava di comportare[8]. Nelle due prime edizioni della raccolta Neutestamentliche Apokryphen diretta da E. Hennecke (1904 e 1924) e nella terza pubblicata a cura di Wilhelm Schneemelcher[119], gli apocrifi furono definiti "scritti non accolti nel canone, ma che, mediante il titolo o altri enunciati, avanzano la pretesa di possedere un valore equivalente agli scritti dei canone, e che dal punto di vista della storia delle forme prolungano e sviluppano i generi creati e accolti nel Nuovo Testamento, non senza peraltro la penetrazione anche di elementi estranei". Giuda[164], Filippo, Sulla terminologia utilizzata da Giustino, cfr. Poiché il frammento in questione è databile tra il 50 a.C. e il 50 d.C., se si accetta la sua identificazione, occorre ammettere che i testi sulla cui base il vangelo è stato composto risalgono a prima del 50[67]. File Type PDF I Quattro Vangeli quattro narrazioni, equivalenti solo in apparenza. In questo scenario di straordinaria vividezza, Gesù non si limita a predicare e pregare. [85] Jean Héring, in uno studio del 1966, dava per acquisito che il testo greco fosse una traduzione di un originale semitico. Nel periodo in cui venivano messi per iscritto i Vangeli sinottici venivano composti anche gli Atti degli Apostoli, probabilmente dallo stesso autore, tradizionalmente considerato filo-romano[59][60][61][62][63][64], del Vangelo di Luca[65]. La scelta dei quattro vangeli canonici trova riscontro nel canone muratoriano del 170 e nell'ampia testimonianza dei Padri della Chiesa, oltre che nella quantità di manoscritti neotestamentari ritrovati, che possono essere così divisi: 115 papiri (tra cui il papiro 45 che contiene i 4 vangeli canonici e gli Atti degli Apostoli), 309 onciali (codici a carattere maiuscolo), 2862 minuscoli, 2412 lezionari ad uso liturgico[28]. Seguendo l'esempio dei padri della vera fede, con uguale pietà e venerazione accoglie e venera tutti i libri, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, essendo Dio autore di entrambi [...]. Per festeggiare lo speciale anniversario, questa nuova edizione integrale, a cura di Samanta K. Milton Knowles, contiene otto capitoli in più! Ogni evangelista diede maggiore o minore rilevanza ad alcuni aspetti della vita di Gesù e dei suoi insegnamenti, e questo fa sì che, a dispetto dei molti elementi in comune, ciascuno di essi presenti caratteristiche particolari che lo rendono unico. [98] L'autore ha disposto gli insegnamenti di Gesù in cinque sezioni: il sermone della montagna (5-7), il discorso della missione (10), la raccolta di parabole (13), le istruzioni per la comunità (18) e infine gli insegnamenti sul futuro (24-25). Nel 1976 uscì Ipotesi su Gesù di Vittorio Messori. Esistevano infatti altri libri che, pur essendo apprezzati e letti, come la Didaché, la lettera di Barnaba, le lettere di Clemente romano, non furono tuttavia messi nel conto di quelli accettati ad uso liturgico. Marco 1:3; Romani 10:15; Luca 4:17-21; Matteo 11:5; Luca 7:22). I testi ricondotti al fenomeno gnostico si presentano come "segreti", in quanto provenienti da un insegnamento esoterico di Gesù o degli apostoli riservato ai soli iniziati. Tra essi il Protovangelo di Giacomo e gli Atti di Paolo e Tecla[123]. Una storia di vita, dunque, ma soprattutto una storia di Fede e sacrificio, una promessa di redenzione e salvezza per chiunque fosse stato disposto ad affidarsi ad essa. Il primo a formare un canone del Nuovo Testamento fu il teologo Marcione, attorno al 140. Marcello Craveri: "Dei vangeli apocrifi non resta che qualche citazione, talora distorta e malevolmente interpretata" in Marcello Craveri, La definizione dogmatica di Calcedonia nella cristologia italiana contemporanea p. 54, I Vangeli sinottici: introduzione e percorsi tematici, Un ebreo marginale. Due temi importanti del Vangelo secondo Marco sono il segreto messianico e l'ottusità dei discepoli. L'espressione "lieti annunci" contiene nella versione greca la stessa parola "vangelo". I Vangeli. Secondo questa interpretazione della figura di Gesù, tutto quello che Egli dice e fa è rivelazione del Padre, la sua Parola che si fa Incarnazione e Rivelazione in Cristo. I cristiani affermano che i quattro vangeli canonici e gli altri scritti del Nuovo Testamento sono ispirati da Dio e raccontano fedelmente la vita e l'insegnamento di Gesù[Nota 16]; anche i miracoli riportati dai vangeli sarebbero realmente avvenuti, nonché l'evento della resurrezione di Gesù. Il primo Vangelo a fare la sua comparsa fu quello di Marco, al quale fecero seguito gli altri tre. San Pietro e Paolo, perché vengono festeggiati insieme? Le persone che leggono i vangeli, pensano che siano stati scritti veramente dagli evangelisti e che raccontino le storie della vita di Gesù così come sono realmente accadute. I quattro Vangeli, di Matteo, Marco, Luca e Giovanni,sono gli atti ufficiali che testimoniano la verità sulla venuta in terra di GESU' CRISTO, FIGLIO di DIO. Il Vangelo secondo Giovanni, per stile e contenuto, è molto diverso dagli altri tre: ci sono meno parabole, meno "segni", non vi è accenno all'istituzione dell'Eucaristia durante l'ultima cena (tuttavia parla del pane disceso dal cielo col quale si identifica 6,32-35, 6,51-54), al Padre nostro, alle beatitudini, mentre sono aggiunti altri miracoli come quello delle nozze di Cana e della risurrezione di Lazzaro. I VANGELI SONO STORICAMENTE ATTENDIBILI I manoscritti del Nuovo Testamento garantiscono una testimonianza sicura, dettagliata e affidabile BastaBugie n.556 del … * i vangeli sono anche l'esperienza dei discepoli e delle discepole di Gesù, il cammino di fede di coloro che lo hanno seguito; in altre parole, l'esperienza della chiesa primitiva. Ireneo, vescovo di Lione, fu il primo ad attribuirgli quel quarto vangelo che circolava nelle comunità dei nazareni. Narra della vita di Gesù e si apre con le nascite miracolose di Giovanni Battista e di Gesù, per poi descrivere il ministero di quest'ultimo in Galilea, fatto di predicazione, esorcismi e miracoli; dopo aver rivelato ai discepoli la propria natura divina con la trasfigurazione, Gesù si reca a Gerusalemme, dov'è crocifisso per poi risorgere, comparire ai suoi discepoli e infine ascendere al cielo. Tendenzialmente, monaci e clero secolare erano incoraggiati a leggere le scritture secondo le loro necessità spirituali, come scrive Ireneo in Contro gli eretici (3, 4)[184]. (. I Vangeli presentano una serie di personaggi, di varia funzione, spesso irrigiditi dalle simbologie cresciute nei secoli trascorsi dopo la loro stesura. vangeli-apocrifi-acquarelli 1/1 Downloaded from nagios-external.emerson.edu on November 30, 2020 by guest [PDF] Vangeli Apocrifi Acquarelli Recognizing the quirk ways to get this book vangeli apocrifi acquarelli is additionally useful. Entrambi contengono i quattro vangeli completi, oltre a gran parte dell'Antico e del Nuovo Testamento. Per esempio Giustino cita i vangeli 268 volte nei suoi scritti, Ireneo 1038 volte, Clemente Alessandrino 1017 volte, Origene 9231 volte, Tertulliano 3822 volte, Ippolito 754 volte, Eusebio di Cesarea 3258 volte. “Tutt'al più persiste nella letteratura sensazionalista, che non bada a resuscitare vecchi luoghi comuni per ignoranza o irriverenza” (Cfr. Commento esegetico e teologico, Testi Mariani del primo millennio: Padri e altri autori greci, W. Schneemelcher, Neutestamentliche Apokryphen in deutscher Übersetzung (5. ed. Su alcuni i pareri degli studiosi sono discordi. [16][Nota 3]. A sostenere la posizione dell'originalità greca dei vangeli, tesi oggi maggioritaria[senza fonte], tra gli altri, lo studioso Randall Pittmann, che spiegava così le differenze e i richiami semitici del greco evangelico: "Il greco del Nuovo Testamento era il greco parlato in quel periodo storico, ovvero il linguaggio della vita di tutti i giorni". Non potendosi avvalere di esperienze dirette come Matteo e Giovanni, l’autore dovette compiere una notevole opera di ricerca sui testi scritti dai suoi predecessori. Fra le varie prove, Messori presenta l'assenza nei testi di parole di Gesù sui problemi dottrinali che la Chiesa dovette immediatamente affrontare alle sue origini, comparando i Vangeli con l'insegnamento di Socrate, scritto da Platone; infatti Messori si chiede perché la fabulazione non abbia creato le parole che eliminassero eresie e scismi[49]. Dal momento che l'eretico Marcione aveva scelto un solo vangelo, il riconoscimento di quattro vangeli come canonici divenne il segno della retta fede [...]" in, «La santa madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e costanza massima che i quattro vangeli, di cui afferma senza alcuna esitanza la storicità, trasmettono fedelmente quanto Gesù, Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò ed insegnò per la loro eterna salvezza». Oltre che in Marcione (140), citazioni dal vangelo di Luca sono inoltre presenti negli scritti, datati 150-160, di Giustino, che riporta anche detti di Matteo e al termine "vangelo" preferisce l'espressione "memorie degli apostoli". Gesù viene rappresentato come un nuovo Mosè, portatore di un undicesimo comandamento, quello dell’Amore. Nella quinta edizione della raccolta Wilhelm Schneemelcher[121] difende la designazione "apocrifi del Nuovo Testamento", proponendo una definizione più flessibile e più ampia, nuovamente criticata da Junod nel 1992[119]. In particolare il Protovangelo è stato datato da alcuni studiosi alla metà del II secolo, da altri alla fine del I secolo, da altri ancora al IV o V secolo, e qualche studioso ha anche ipotizzato fosse alla base dei vangeli canonici di Matteo e Luca[145]. I primi tre vangeli, Matteo, Marco e Luca, sono molto simili, mentre Giovanni è diverso dagli altri: lo stile dei primi tre vangeli è quello di un racconto semplice, diretto, quello di Giovanni è più complesso, costruito; Giovanni inoltre riporta pochi episodi, molto sviluppati, gli altri vangeli … Non è pertanto corretto, dunque, sostenere che la Chiesa cattolica ha ucciso chi traduceva la Bibbia. La Chiesa infatti, in seguito, non si è opposta a priori alla diffusione di traduzioni bibliche in lingue moderne, ma solo a quelle che, a suo giudizio, veicolavano giudizi eretici. Semitismi e aramaismi sarebbero perciò legati a singoli vocaboli. Nascono così le basi del cristianesimo, le sue gerarchie, l’ordine indispensabile per rendere davvero efficacie la promulgazione della Buona Novella nel mondo. Questo vangelo espone i maggiori dettagli, Pietro ("Principe" degli Apostoli), Andrea, Giacomo e Giovanni, Pietro, Andrea, Giacomo e il discepolo amato, N/A dato che è un vangelo di detti di Gesù, Un anno? Al II secolo risale il Canone muratoriano, il quale elenca i quattro vangeli poi inseriti nel canone cristiano. Scelsero i nomi di persone ben note ed esemplari come autori: Filino, Pietro, Maria e Giacomo. Non esiste comunque alcun manoscritto in aramaico che possa provare l'origine semitica dei vangeli, ma solo tarde traduzioni dal greco (Peshitta) e, al momento, si ritiene che chi li scrisse non fosse, verosimilmente, di lingua madre greca. Léopold Sabourin, Il vangelo di Giovanni. [97] Gli studiosi concordano ampiamente che l'autore del Vangelo secondo Luca scrisse anche gli Atti degli Apostoli. Così lo stesso Agostino utilizzò nelle sue omelie sul Natale motivi di origine apocrifa (Cfr. In questa categoria vengono collocati anche alcuni testi indicati come vangeli, la cui conoscenza deriva dalle citazioni dei Padri della Chiesa: il vangelo degli Ebrei, il vangelo dei Nazarei e il vangelo degli Ebioniti. Secondo il teologo Giovanni Magnani, ad esempio, i quattro Vangeli, gli Atti e le principali lettere di Paolo, erano considerate già all'inizio del II secolo letture fondamentali e come tali lette nelle chiese principali del tempo[23] per cui il canone si sarebbe formato tra la fine del I e l'inizio del II secolo, anche se ovviamente non ancora completo in tutte le chiese[21][Nota 8]. Ne conseguirebbe che il terzo vangelo, di cui gli Atti sono il seguito, sia stato scritto prima di quella data. Tertulliano accoppia come equivalenti i concetti di apocrifo e falso[136], mentre Origene applica il termine di apocrifi a scritti giudaici non canonici, senza con ciò condannarli[137], e afferma che non tutto ciò che si trova negli apocrifi è da respingere. Simone il Zelota, Sulla base di questa considerazione Carmignac ha postulato l'esistenza di un proto Vangelo scritto in ebraico. D.F. E ci sono molte donne, quasi sempre in ruoli di primo piano – caratteristica inusuale per epoca e geografia –, che accompagnano soprattutto nell’età adulta il predicatore mandato a morte. [102] Il vangelo racconta la vita di Gesù dal suo battesimo per mano di Giovanni Battista alla sua resurrezione (o fino alla tomba vuota nella versione corta), ma si concentra principalmente sui fatti dell'ultima settimana della sua vita. Quando nel cristianesimo delle origini si definì la canonicità dei quattro vangeli vennero seguiti alcuni criteri di inclusione, alcuni presenti anche nel canone muratoriano del 170:[36], «La documentazione su Gesù contrariamente a ciò che spesso si dice, si rivela, per la quantità, molto più ricca di quella che informa su altri grandi uomini dell'antichità». Per molti i Vangeli sono fonte di verità e di massime senza tempo, come: “La vostra parola Sì significhi Sì, il vostro No, No”. Matteo, Marco, Luca, e Giovanni, comunemente noti come i Vangeli, sono i quattro grandi rapporti della Parola di Dio che raccontano la vita terrena e il ministero di Gesù Cristo.Tutti e quattro sono egualmente ispirati da Dio e scritti da uomini fedeli che ricevettero rivelazione da Dio. [109] Altri studiosi propendono per una datazione tra gli anni 50-70.[110][111][112][113][114]. E’ interessante ripercorrere la storia dei vangeli Apocrifi per comprendere cosa sono e la differenza con i Vangeli canonici, dato che non hanno l’importanza teologica dei secondi e derivano da un termine che è una traslitterazione dal greco, cioè una trascrizione che riproduce la parola originale, lettere per lettera, e che significa “ciò che è tenuto nascosto o lontano” dall’uso. Che forma avessero tali resoconti e quanto avessero in comune con gli attuali sinottici, è una questione che difficilmente troverà risposta. Nell'arco di diversi secoli furono composti numerosi testi designati come "vangeli", sebbene di genere letterario diverso. Un recente contributo è stato proposto dalla "scuola di Madrid". La maggior parte di tali vangeli nascono nel contesto di correnti teologiche giudicate successivamente eretiche dalla Chiesa cristiana, come quelle di stampo ermetico[132]. Tra questi codici la metà contengono tutti i quattro vangeli canonici[29]. anche Stephen C. Barton. L'ipotesi che il primo a redigere un canone del Nuovo Testamento sia stato Marcione, sviluppata da Adolf von Harnack[20],è comunque oggetto di dibattito[21][22][Nota 5][Nota 6][Nota 7]. (Matteo 5:37) Probabilmente i racconti evangelici hanno fornito ai vostri genitori, sia che fossero cristiani o no, lo spunto per insegnarvi determinate lezioni. lo stile dei primi tre vangeli è in genere molto immediato, quello di Giovanni sembra più ponderato; Giovanni riporta pochi episodi, molto sviluppati, gli altri vangeli tantissimi episodi, spesso appena abbozzati; in particolare, Giovanni, nonostante dedichi molto del suo contenuto alla narrazione degli ultimi giorni di Cristo (8 capitoli su 21, di cui ben 5 incentrati sull'ultima cena), non riporta l'istituzione dell'Eucaristia, mentre è l'unico a raccontare la lavanda dei piedi. Dei quattro vangeli canonici, Matteo è quello più vicino all'Ebraismo del I secolo; una caratteristica di questo vangelo, ad esempio, è che si sottolinea ripetutamente come Gesù soddisfacesse le profezie ebraiche;[97] gli studiosi concordano sul fatto che l'autore di Matteo fosse un giudeo cristiano, piuttosto che un gentile. (Matteo 5:37) Probabilmente i racconti evangelici hanno fornito ai vostri genitori, sia che fossero cristiani o no, lo spunto per insegnarvi determinate lezioni. Sulle sue tesi si ritrovano studiosi e filologi come, tra gli altri, Paolo Sacchi, Jean Héring, Edwin Abbot ed Eberhard Nestle. Ci sono anche altri testi apocrifi che non hanno a che fare con la tradizione gnostica. In particolare il problema fu affrontato al Concilio di Trento che così deliberò: «Il sacrosanto concilio tridentino ecumenico e generale [...] sa che questa verità e disciplina è contenuta nei libri scritti [della Bibbia] e nelle tradizioni non scritte [...]. Dopo il sinodo di Tolosa, il divieto relativo alla traduzione, possesso e uso di traduzioni volgari non autorizzate venne ribadito molte volte da singole Chiese locali allorquando si avvertiva il pericolo della diffusione di idee giudicate eretiche. Numerosi studiosi[Nota 24] ipotizzano che la redazione dei vangeli sia stata preceduta da un periodo di alcuni decenni nel corso del quale la tradizione relativa a Gesù sarebbe stata trasmessa oralmente, o per mezzo di altri testi o documenti che non si sono conservati, tra cui l'ipotetica fonte Q. La Passione e morte di Gesù sono descritte come una sorta di celebrazione trionfale, un’epifania della gloria di Dio Padre e dell’amore per la sua Chiesa. Col tempo la radicalità della posizione di Bultmann e della scuola razionalista fu abbandonata[Nota 19][Nota 20]. Fu in seguito a tale crisi che si ebbe un pronunciamento ufficiale della Chiesa cattolica con valenza dogmatica, dunque universale ed eterna. Tutte le soluzioni per "Così Sono Detti I Vangeli Di Matteo, Marco E Luca" per cruciverba e parole crociate. Uno degli esperti della "scuola di Madrid", José Miguel Garcia, ha evidenziato come l'ipotesi semitica sia in grado di offrire una spiegazione alla difficoltà dei testi e ha proposto quindi di approfondire gli studi e il confronto sul piano strettamente linguistico e filologico.[68]. Luca si pone nei confronti della vita di Gesù come uno storico e come un narratore. [83] Queste virtù, contrapposte alla ricchezza e al potere terreno, sono indicate come cammino di fede ed elevazione spirituale, nonché un richiamo alla grazia e allo Spirito Santo come fonte di salvezza e vita eterna. Deriva il suo nome da sette eventi che rappresentano dei nodi cruciali della vita e dell’operato di Gesù, in occasione dei quali Egli ha compiuto miracoli e rivelazioni. Pur riconoscendo il valore della missione di Gesù come predicatore, e dando spazio a miracoli e atti straordinari, Luca pone l’attenzione in particolare alle sue doti più umane, alla sua dolcezza, la sua bontà, la sua misericordia. In questi ultimi due, per quanto datati comunemente nel II secolo[Nota 32], parte dei loghia in essi contenuti potrebbero appartenere a una tradizione indipendente cui hanno probabilmente attinto gli stessi vangeli canonici. Alcuni studiosi hanno osservato come le prime comunità cristiane spesso si differenziassero anche in base a testi a cui davano maggiore importanza.[58]. Il Gesù storico è visto in continuità con il suo ambiente naturale, quello palestinese, in particolare galileico[51]. I vangeli sono testi nati in contesti geografici e storici diversi, destinati a differenti comunità cristiane, sicché possiamo parlare di Marco come del vangelo “romano”, di Matteo come del vangelo “ antiocheno”, di Luca come del vangelo “greco” e di Giovanni come del … In Isaia 52,7 si parla del "messaggero di buone notizie". [105] L'autore intendeva scrivere un resoconto storico,[106] mettendo in evidenza il significato teologico della storia. I vangeli sono anonimi. Forse anche da questo deriva l’attenzione posta verso l’identità teologia di Cristo, e non solo sulla promessa del Regno dei Cieli. La diffusione delle comunità cristiane nei primi secoli dopo Cristo e le diversità tra di loro furono tra le cause della proliferazione di diversi testi sacri e Vangeli[7]. Tra questi scritti il Vangelo degli Egiziani, il Vangelo di Mattia, il vangelo di Maria Maddalena, l'Apocrifo di Giovanni, la Sophia di Gesù, il vangelo di Tommaso (copto), il vangelo di Pietro. Giuda Taddeo, e in tedesco, una traduzione integrale a cura di John Rellach, pubblicata a Costanza nel 1450; non viene espresso un giudizio negativo sulla Bibbia; non viene vietata la lettura della Bibbia, ma solo vincolata alla sua traduzione ufficiale latina; non vengono vietate le traduzioni in lingue volgari per uso personale, che infatti continuarono a circolare liberamente, previa approvazione ecclesiastica.

Formazione Vicenza Calcio, Compiti Di Realtà Scuola Media Esempi, Calendario Marzo 1997, Zone Meno Pericolose Di Milano, Bicarbonato Per Digerire, Neve Mina Karaoke, Frasi Sull'amicizia Canzoni, Antony Morato Azienda,

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